The Map Report #25

Cibo e rinascita

Non occorre un grande sforzo intellettuale per capire che non esiste alcuna ricetta per affrontare i rischi legati alle crisi che stiamo attraversando, se prima non comprendiamo la loro natura interconnessa e sistemica.

Come scrive Sara Roversi nell’articolo che apre il magazine, “appare sempre più evidente che il destino dell’uomo e quello di tutti gli ecosistemi siano intimamente legati (anche) alle decisioni che prendiamo oggi in ambito alimentare e agricolo”.

Parlare di cibo, di agricoltura e di sistemi alimentari (responsabili di un terzo delle emissioni globali di gas serra di origine antropica), diventa così indagine, analisi e racconto di noi, della salute nostra e del pianeta che ci ospita, adesso e domani.

Lo facciamo esplorando i temi dell’agricoltura generativa, dei novel food e del relativo quadro regolatorio europeo, della protesta dei trattori e della crisi dei sistemi alimentari, dell’empowerment femminile e della sicurezza alimentare nelle aree più fragili del globo.

Fra produzione integrata e vertical farming, accendiamo i riflettori su due esempi di aziende agricole sostenibili: la pugliese Miss Freschezza e la lombarda Greatit. E, ancora, con l’aiuto di un’esperta della materia come Guendalina Graffigna di EngageMinds Hub, indaghiamo i meccanismi psicologici che determinano le nostre scelte alimentari e di salute («Mangiamo anche per comunicare agli altri chi siamo e quali sono i nostri valori e talvolta per fare attività di advocacy politica»). Con Ennio Borin, che dopo l’anoressia di sua figlia Giulia ha fondato con altri genitori un’associazione per dare sostegno alle famiglie coinvolte in situazioni simili, parliamo invece di disturbi del comportamento alimentare, fenomeno in preoccupante ascesa soprattutto fra gli adolescenti e i preadolescenti.

Sotto la lente anche i temi del packaging (cosa cambierà con la nuova normativa europea), dei 30 chilometri orari in città (un bilancio di Bologna tre mesi dopo la discussa applicazione della direttiva), del social washing (e non solo), del salario minimo, della filantropia (intervista a Claudia Sorlini, vicepresidente di Fondazione Cariplo), degli “inquinanti eterni e invisibili” – i fantomatici PFAS (il nuovo libro dell’attivista di Greenpeace Giuseppe Ungherese), del carbonio immagazzinato dal suolo forestale, della siccità (con il primo di una serie di interventi del giovane ambientalista Andrea Grieco su The Map) e dei cambiamenti climatici dalla prospettiva italiana (l’analista di Italy for Climate, Chiara Montanini, ci presenta CIRO, il primo database che monitora e confronta le performance delle nostre regioni).

Non manca, infine, la puntuale ricerca di Ipsos, questa volta dedicata al gap che divide la realtà dei fatti dalle convinzioni che maturiamo nei suoi confronti. Le abbiamo chiamate “trappole della percezione” e, a giudicare dai numeri, siamo in tanti a finirci dentro. Perché, come ribadisce Simona Ruffino qualche pagina più avanti, “il mondo che pensiamo di conoscere è quello che viene raccontato, quello che viene messo in vetrina, illuminato, ma che quasi mai assomiglia a quello che realmente abitiamo”.

Buona lettura!

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