The Map Report

Il Magazine dell’Innovazione e della Responsabilità sociale


In anteprima alcuni dei temi che saranno approfonditi nel primo numero della rivista.

Il quarto stato dell’acqua: l’intervista esclusiva a Gerald Pollack

Pubblichiamo in anteprima un estratto dell’intervista esclusiva che Gerald Pollack, professore di bio ingegneria della University of Washington di Seattle e Paolo Manzelli, professore ordinario di chimica-fisica presso l’Università di Firenze, nonché fondatore e presidente dell’Associazione Telematica Culturale e Scientifica EgoCreaNet, hanno rilasciato a The Map Report. L’intervista completa sarà pubblicata sul primo numero del magazine The Map Report.

I due docenti sono protagonisti della conferenza promossa da The Map Report in collaborazione con EgoCreaNet #innovationday, “I quattro stati dell’acqua nella società 4.0: ecosostenibilità e opportunità da condividere”.

Tenendo conto che The Map Report non è una rivista scientifica bensì un magazine che analizza le tematiche dell’economia dell’ambiente, potete sinteticamente illustrare il focus e le conseguenze dei vostri studi sull’acqua?

Gerald Pollack: “L’acqua oltre ai tre stati che tutti conoscono, gassoso (vapore), liquido (appunto, acqua) e solido (ghiaccio), ne ha anche un altro le cui caratteristiche presentano prospettive inaspettate e di enorme impatto. In prossimità delle superfici, esiste uno stato di acqua purissima che respinge ogni soluto con uno spessore di circa un quarto di millimetro. L’ho denominata EZ, exclusion zone proprio perché esclude ogni contaminazione. Questo quarto stato dell’acqua, oltre a essere caratterizzato da una viscosità che a grandi linee, per avere un’idea può ricordare quella del gel, è in grado di accumulare energia che può essere utilizzata a fini pratici con potenzialità immensamente superiori a quelle dell’acqua ‘normale’. Questa scoperta rivoluziona gli studi sul global warming in quanto l’acqua è l’elemento dominante del pianeta. Comprendere la natura di questo quarto stato è indispensabile per capire tutto ciò che concerne il clima. Dal punto di vista dell’economia, l’implicazione più rilevante riguarda probabilmente l’energia. Da decenni ci si interroga sui costi, la disponibilità, gli effetti sull’ambiente, la sicurezza delle varie forme energetiche, da quelle fossili a quelle atomiche a quelle cosiddette rinnovabili. Poter disporre di una fonte di energia pulita e potenzialmente illimitata quale quella dell’EZ cambierebbe totalmente le carte in tavola”.

Paolo Manzelli: “I risultati di questi studi sull’acqua cambiano la percezione collettiva sul valore vitale di questo elemento. Punto focale è la comprensione che noi stessi siamo composti prevalentemente d’acqua. Il cambiamento della concezione del rapporto circolare tra l’acqua e la nostra vita comporta un nuovo modo di intendere la green-economy. Noi siamo composti principalmente non dall’acqua che beviamo, ma da quella che produciamo e rinnoviamo, che a sua volta rimettiamo nell’ambiente quando respiriamo”.

La Responsabilità sociale si siede a tavola

La correlazione tra cibo e salute è ormai accertata da tempo (anche se nelle mense ospedaliere sembrano non essersene accorti). Nell’esclusiva intervista con la Dott.ssa Di Fazio, responsabile del Servizio di Oncologia del Centro medico internazionale SH Health Service della Repubblica di San Marino, troverete inedite rivelazioni su vantaggi e svantaggi dei singoli alimenti (raccolta da Alberto Maria Drigani). Un argomento che non interessa solo il privato cittadino ma che ha anche una precisa connotazione in termini di responsabilità sociale, soprattutto per le aziende alimentari che devono essere attente non solo all’ambiente ma anche alla salute dei propri consumatori. “Cambiare, cambiare, cambiare sempre cibi, perché ci ammaliamo per prima cosa di monotonia alimentare. Perché se uno solo dei cibi che ingeriamo, pur se in minima dose, ci arreca a nostra insaputa un piccolo danno, mangiarlo quotidianamente trasformerà via via quel danno in disastro. Non è allarmismo, è l’esperienza di chi vede e ‘tocca con mano’ tutti i giorni le conseguenze di questa alimentazione scellerata”. Ma quali sono i principali nemici della salute? “Sono tanti, direi troppi: dalla carne rossa ai wurstel, dagli insaccati alle bibite gassate, dai tè e succhi di frutta confezionati ai cibi pronti da ‘saltare’ in padella. Senza dimenticare tutti i prodotti da forno: biscotti, brioche, corn-flakes, fette biscottate, eccetera eccetera. Ma a farmi paura – spiega l’oncologa – sono soprattutto tre materie prime che ritroviamo nella quasi totalità dei cibi industriali. Parlo dei miei nemici bianchi: glutine, zucchero e latte vaccino.”


Meno gap generazionale in azienda grazie alle nuove tecnologie

La tecnologia in azienda al posto di enfatizzare il gap generazionale, come si sarebbe portati a credere, lo riduce. È quanto emerge da una ricerca condotta da Coleman Parkes, per Ricoh, su 4500 dipendenti nelle aziende di tutta Europa. L’innovazione, insomma, funge da collante: il 73% degli intervistati è convinto di riuscire a lavorare meglio con le più recenti novità tecnologiche e il 63% conviene che l’IT aumenti l’efficienza del processo lavorativo.

Dilaismo: quando il riciclo diventa una corrente artistica

Che l’arte rappresenti un formidabile veicolo per sensibilizzare l’opinione pubblica su temi come l’ambiente, non è cosa nuova. Meno noto è invece il fatto che oltre a lanciare messaggi concettuali, l’arte può concretamente realizzarsi nell’esaltazione del rispetto dell’ambiente. È il caso del Dilaismo, una corrente i cui artisti utilizzano scarti industriali per comporre le proprie opere: plastiche, vetro e altri materiali comuni. Principali esponenti di questo movimento, teorizzato dal critico Giorgio Grasso, più volte curatore presso la Biennale di Venezia, sono: Giovanna Sciannamè, Giuliana Geronazzo, Vittorio Simonini e Lorenzo Visciti, in arte Bluer.