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CEOforLIFE MAG #5

Come Community, ci siamo trovati in questo periodo ad un importante giro di boa: abbiamo raggiunto un primo traguardo, un anno di vita della nostra Community, nata con l’idea di mettere insieme una nuova generazione di CEO, i CEOforLIFE.

Quello che, in questo anno di attività, si è dimostrato il vero collante che ci unisce è il comune impegno figlio di una scelta di campo: quella di mettere le proprie competenze, le proprie risorse, la propria passione per quello che facciamo quotidianamente nelle nostre aziende a servizio della comunità e del Paese e delle nuove generazioni.

L’essere parte di una community animata dalle medesime sensibilità e valori è alla base di CEOforLIFE. Come ha sottolineato spesso il Presidente Draghi, «la ripresa economica dalla pandemia non deve essere soltanto rapida, ma anche giusta e duratura. In una fase di profonda trasformazione come quella attuale, abbiamo l’opportunità di costruire società più sostenibili, più innovative e più eque. Possiamo e dobbiamo farlo insieme. Perché uniti siamo più forti».

Di questo sono profondamente convinto. Ed è su queste basi che ho deciso di creare CEOforLIFE, una community che fin dalla sua genesi ha voluto essere inclusiva e aggrega oltre 200 soggetti tra CEO, imprenditori, istituzioni, università, giovani, media, eccetera, ovvero tutti gli stakeholder necessari per gettare le fondamenta di un cambiamento duraturo e sostenibile.

Abbiamo avuto testimonianza – come CEOforLIFE – di una capacità di risposta straordinaria alla sfida del cambiamento, che significa saper cambiare paradigma e regole del gioco, lavorando sull’aspetto più importante: la promozione del bene comune.

È il bene comune il valore fondante che deve guidarci verso un nuovo modello economico. La domanda che ci siamo posti è la seguente: è realizzabile un modello di impresa che non abbia come unico fine il profitto, ma orizzonti più ampi che tendano alla dignità e al benessere dell’uomo? 

Sono cambiate le priorità e mai come adesso dobbiamo essere consapevoli che non sono le persone ad essere per il profitto, ma è il profitto ad essere per le persone, mettendole al centro e costruendo attorno ad esse una nuova cultura organizzativa.

Si sente dunque sempre più diffusa anche tra imprenditori e manager, l’esigenza di evolvere il vecchio modello del “consumatore” nel rispetto dell’essere umano-cliente. Le necessità da soddisfare sono emotive, razionali ed etiche.

Chi crede nei valori etici ha constatato il fallimento dell’economia razionalistica e dell’homo oeconomicus, orientato egoisticamente solo al profitto. Il percorso verso un mondo più equo non richiede di omogeneizzare la società, ma di lavorare insieme per riequilibrare le disuguaglianze e generare un impatto positivo, come ci insegna anche Papa Francesco nella sua enciclica Fratelli tutti.

E questo è lo spirito che anima la nostra Community dei CEOforLIFE: creare e promuovere progetti che siano per la vita, che perseguano modelli improntati al progresso dell’uomo nella sua interezza, non per ciò che può fare, ma per la promessa e il potenziale che porta in sé.

Siamo qui oggi per confrontarci sulla ripartenza, sul mondo che verrà. Beh, il mondo che verrà è fatto da tutti noi. Dietro ogni attività c’è una persona umana.

L’inserimento dell’azienda in un territorio, la responsabilità sociale, il welfare aziendale, la parità di trattamento salariale tra uomo e donna, la coniugazione tra i tempi di lavoro e i tempi di vita, il rispetto dell’ambiente, il riconoscimento dell’importanza dell’uomo rispetto alla macchina e il riconoscimento del giusto salario, la capacità di innovazione sono elementi importanti che tengono viva la dimensione comunitaria di un’azienda e che porteranno questo nuovo umanesimo ad essere anche un nuovo umanesimo economico.

Tenere insieme azioni e responsabilità, etica e parametri economici, considerare l’uomo come una risorsa, un valore, anche all’interno delle aziende, e non un mezzo per raggiungere un profitto: queste sono le fondamenta su cui costruire un reale futuro di sviluppo, per noi stessi, per i nostri figli e per il pianeta.

Buona lettura!

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